AR.PE.PE.
La storia di AR.PE.PE. affonda le proprie radici nella viticoltura valtellinese dell’Ottocento e conosce una nuova fase nel 1984, quando Arturo Pelizzatti Perego recupera il nome di famiglia e riparte con un progetto dedicato al Nebbiolo delle Alpi.
Il centro della produzione sono le ripide terrazze della Valtellina, dove la viticoltura richiede un lavoro prevalentemente manuale e una conoscenza precisa di esposizioni, altitudini e piccoli appezzamenti. Qui il Nebbiolo, conosciuto localmente come Chiavennasca, assume caratteristiche profondamente diverse rispetto alle grandi espressioni piemontesi.
Sassella, Grumello, Inferno e Valgella sono alcuni dei territori attraverso cui AR.PE.PE. racconta le diverse sfumature della denominazione. La cantina dedica grande importanza alla maturazione dei vini, lasciando che il tempo abbia un ruolo fondamentale prima della loro uscita.
È una filosofia paziente, quasi controcorrente, che punta sulla longevità e sulla capacità del vino di svilupparsi lentamente. Il risultato sono rossi fini, verticali e complessi, nei quali la forza della montagna si traduce in eleganza e profondità.